tag:blogger.com,1999:blog-24698164699314636712008-07-31T13:49:13.292+02:00Quarto mondoUrla silenziose dalla provincia napoletanalorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.comBlogger9125tag:blogger.com,1999:blog-2469816469931463671.post-85942790275525955612008-06-19T12:44:00.009+02:002008-06-20T00:52:44.875+02:002008-06-20T00:52:44.875+02:00Coltelli<div align="left"><strong>Una sfida.</strong> A Quarto mondo una minima presa di confidenza può equivalere ad una sfida. <a href="http://bp0.blogger.com/_fZIrysazrTw/SFriIZtzbQI/AAAAAAAAAKI/tmG-U3OpqMY/s1600-h/Gomorra.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5213728152604601602" style="FLOAT: right; MARGIN: 10px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_fZIrysazrTw/SFriIZtzbQI/AAAAAAAAAKI/tmG-U3OpqMY/s320/Gomorra.jpg" border="0" /></a>Una sfida che ti può costare caro, molto caro. A volte un prezzo come la vita. </div><div align="left">Eppure in quel momento tu sei lì, non stai facendo nulla di che, non ti accorgi neanche che coloro che avevi guardato per un momento, adesso stanno venendo verso di te in tutta fretta.</div><div align="left">E quando si avvicinano è tardi, troppo tardi. Puoi cercare di apparare la situazione, ma non andare via a gambe levate. Quello proprio no. Tanto non scappi. Tu sei a piedi, loro hanno mezzi come motorini ed auto. E ti prendono. Ed anche se riesci a scappare, rischi di ritrovarteli chissà quando davanti. Eppure tu niente avevi fatto. Ma proprio niente. Avevi solo usato gli occhi per guardarti intorno, così, senza manco farci caso.</div><div align="left">Così, esci da un Cinema, ti dai un'occhiata intorno, e dopo manco un minuto ti ritrovi a due tizi su un motorino che ti fanno: <em>"Oh, ma stai guardanno?"</em></div><div align="left">In quel momento cosa rispondi se non: <em>"Io? No."</em></div><div align="left">Meglio non farsi uscire un "<em>Si"</em> dalla bocca. A quest'ora potresti non essere qui a battere le dita sulla tastiera. </div><div align="left">In certi casi basta dire un no. In altri manco quello.</div><div align="left">Febbraio 2004. Ricordo bene la notizia. Ci rimasi una merda.</div><div align="left">Uno sguardo di troppo ad un paio di ragazze, ed et-voilà, ti ritrovi con chissà quante fottutissime coltellate in corpo. </div><div align="left">Francesco Estatico ha lasciato così questo mondo crudele, questo Quarto mondo.</div><div align="left">Aveva solo guardato, nient'altro. E magari preso un minimo di confidenza con una ragazza che lo aveva notato e che lo aveva avvicinato. Niente di più. </div><div align="left">Una presa di confidenza e ti ritrovi con i buchi in corpo. E non sperare nella maniera più assoluta che qualcuno ti dia una mano. No, al massimo sono gli altri che adesso stanno a guardare. La puzza di morte nell'aria impedisce che le bocche si aprano. La paura cuce le labbra, ferma le dita, paralizza gli arti e tutto il corpo. Così, mentre i buchi cominciano a cacciare quel maledetto e denso sangue, gli sguardi intorno rimangono pietrificati, perchè se fai qualcosa sei colpevole, ci sei di mezzo anche tu. E i buchi in corpo nulla ci mettono ad arrivare. </div><div align="left">Non importa se sei in un quartiere di periferia o se sei in pieno centro. Francesco i buchi li prese davanti al mare, a Mergellina, rinomata zona turistica con il Vesuvio che fà da sfondo.</div><div align="left">Coltelli. Le chiamano armi bianche. Le armi bianche che si tingono di rosso sangue.</div><div align="left">Le pistole non vanno bene. Quelle fanno troppo casino, e poi forse non ci trovano manco sfizio.</div><div align="left">I coltelli invece, quelli si. Silenziosi e letali, e non puoi manco dire che in una rissa è stato quel tizio a cacciare fuori l'arma.</div><div align="left">Ed il più delle volte ci stanno di mezzo le ragazze. Quasi sempre.</div><div align="left">Ottobre 2006. Pozzuoli (NA). Le coltellate stavolta se le becca Daniele del Core, che cerca in maniera disperata di difendere l'amico. Una ragazza il motivo, come al solito. </div><div align="left">Una relazione tra l'amico di Daniele ed il suo assassino. Pochi attimi, e ti ritrovi con i coltelli puntati addosso. Ed in quel momento cosa fai? Scappi a gambe levate e lasci un amico così, oppure ti butti in mezzo con la speranza remota di poter bloccare la faida?</div><div align="left">In quei momenti non capisci un cazzo. Hai una fottuta paura. Eppure una scelta la prendi sempre, anche se non scegli. Stare lì a guardare il tuo amico farsi ammazzare è pur sempre una scelta. Ma Daniele scelse la seconda ipotesi. E le coltellate se le beccò anche lui. I buchi, i tanti buchi che ti fanno assomigliare al famoso formaggio svizzero, posero fine alla sua vita.</div><div align="left">Quarto mondo. Qui più che mai chi si fà i cazzi suoi campa 100 anni. Ma forse manco quelli. A volte ti ritrovi al momento sbagliato nel posto sbagliato, e nonostante ti stessi facendo i cosiddetti cazzi tuoi la pelle ce la lasci lo stesso. Ed anche se fosse realmente così, c'è da immaginarsi quali 100 anni di merda siano.</div>lorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-2469816469931463671.post-50663798740263818132008-06-11T12:52:00.010+02:002008-07-23T17:51:03.678+02:002008-07-23T17:51:03.678+02:00A monterusciello<div align="left"><strong>Monterusciello.</strong> Quartiere alla periferia di Pozzuoli, terra di case popolari ed enormi viali rettilinei, sorto in una manciata di tempo, dopo il bradisismo che colpì Pozzuoli. Avrebbe dovuto accogliere migliaia di persone e l'ha fatto, ma ad un costo forse peggiore del precedente. Monterusciello, per anni la mia seconda casa. <a href="http://bp1.blogger.com/_fZIrysazrTw/SE-5qyDlKPI/AAAAAAAAAKA/ReHwnpCRXSE/s1600-h/Monterusciello.jpg"></a></div><div align="left">Nel quartiere ci ho passato anni della mia vita tra scuole elementari e medie, partite di pallone <a href="http://bp2.blogger.com/_fZIrysazrTw/SIdS6AQZiwI/AAAAAAAAAKQ/wcs3id92azM/s1600-h/Monterusciello+(blogspot).jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226237049041423106" style="FLOAT: right; MARGIN: 5px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_fZIrysazrTw/SIdS6AQZiwI/AAAAAAAAAKQ/wcs3id92azM/s200/Monterusciello+(blogspot).jpg" border="0" /></a>mai vinte, ed infine a casa di parenti. Ci passo spesso, per Monterusciello, ma non come prima. Anni fà ci passavo quasi tutta la giornata, dalla mattina alla sera. Non è mai stata una bella zona questa, e forse mai lo sarà. Ma ogni giorno che la vedi ti viene sempre di più la voglia di metterti le mani nei capelli e strapparteli uno ad uno, fino a rasarti la testa completamente. La scampia di Pozzuoli, anzi, il Bronx di Pozzuoli. E' così che chiamano quel pezzo di quartiere vicino alla scuola media Diaz, affianco a quel centro commerciale iniziato e mai finito, dove ora al massimo ci vedi solo qualche tossico che si spara delle dosi. Ma forse neanche il Bronx è messo così male. Una infinità di palazzoni, qualche negozietto quà e là, e questo è Monterusciello. Non un solo posto dove svagare con la testa, non un solo misero punto di ritrovo. Di zone verdi ve ne sono, ma il verde è l'apparenza. Sotto l'erba ci trovi di tutto, dalle siringhe a rifiuti di ogni tipo. Ti viene da chiederti se ci sia un solo buco dove si possa respirare, in questa zona. Ma non ne vedi. Sembra tutto uguale. Inoltre con il problema della spazzatura è ancora peggio. Le case ormai sembrano baciarsi con la monezza. Le montagne di schifo giacciono a pochissima distanza dai balconi di quelle case bianche e grigie, e il fetore ti accompagna sempre, anche quando la alzano, la monnezza. Rimane quella fanghiglia umida e puzzolente, peggio del vomito, che appesta l'aria per giorni. Il problema è che la spazzatura poi tornano a prenderla dopo settimane se non mesi, quindi neanche un giorno di tregua. La puzza te la devi tenere, punto e basta. A stento ci passano gli autobus per Monterusciello. Se potessero cambiare direzione lo farebbero subito, senza pensarci. Quella della s.e.p.s.a. è l'unica fermata ferroviaria di tutto il quartiere, posta vicino all'imbocco della tangenziale poi. Come a dire: <em>"Tanto nessuno ci sale..."</em></div><div align="left">Eppure, da Monterusciello puoi riuscire a vedere anche il mare. Se ti sposti un pò più verso la costa vedi quella distesa di acqua azzurra, senti il suo profumo che si mischia con la puzza di merda dei vicini depuratori. Si, perchè giù c'è Cuma, e più in là Licola, quartiere di Giugliano. </div><div align="left">Ho conosciuto un mucchio di gente di Monterusciello. Gente come me, come tutti. Gente. Tanta.</div><div align="left">E ogni volta viene da chiedersi come ci si possa ridurre così. Ogni volta.<br />Monterusciello, quartiere simbolo dell'abbandono odierno.</div><div align="left">Tutto lasciato a marcire, ad aspettare che il tempo faccia il suo dovere. </div><div align="left">Un quartiere, migliaia e migliaia di persone. Solo migliaia di persone...</div><br /><br /><div align="left"></div>lorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-2469816469931463671.post-10228238095260361272008-06-03T15:46:00.012+02:002008-06-11T11:27:19.438+02:002008-06-11T11:27:19.438+02:00Buco d'Europa<div align="left"><strong>Quarto mondo.</strong> Se non ci vivi non lo capisci, non lo comprendi, non lo senti. Devi esserci dentro per avvertire sulla pelle un'infinità di sensazioni. Devi camminarci dentro, sopra le tante, infinite strade, con la spazzatura affianco che ti fà sempre compagnia e che ti irrita il naso, con il sole che ti picchia sulla testa o la pioggia che ti inzuppa da capo a piedi ed allaga tutto. Devi camminarci con le tue scarpe, nuove o vecchie che siano, ed udire l'eco dei tuoi soli passi che attraversano il nulla. Devi guardarti intorno e vedere che ciò che ti circonda altro non è che un deserto di sterpaglie, spazzatura, asfalto e cemento. Capire. Non guardare semplicemente la Tv, e vedere tutto da uno schermo lontano miglia di distanza. Bisogna esserci. </div><div align="left">Guardare le colonie di zoccole (topi) che rosicano e sguazzano nel lerciume, i cani randagi che rovistano in cerca di qualcosa da mangiare, i milioni di moschini che ti si ficcano sulla pelle e non ti lasciano in pace. Osservare. Osservare come il lavoro non ci sia nella maniera più assoluta, e quando c'è và fin troppo spesso a puttane. Vedere gli immigrati di primo mattino mettersi vicino ad un muretto o ad un'incrocio, ad aspettare chissà quale fatica scarsamente retribuita, quale lavoro in nero. Ci sono sempre, anche se piove o c'è un fottutissimo sole da spaccare le pietre. Loro sono lì, ad aspettare. </div><div align="left">Guardare come tutto muti in così poco tempo, come dal nulla si elevino palazzi, ville, parchi, centri commerciali e superstrade. Tutto senza un piano regolatore, tutto alla cosidetta "cieca". </div><div align="left">Vedere le infinite strade dissestate fare da contorno alle enormi opere stradali. Leggere quegli sbiaditi cartelli che ti indicano in quale misera città ti trovi, in quale pozzo di sangue e <a href="http://bp0.blogger.com/_fZIrysazrTw/SEVXHGlhZbI/AAAAAAAAAJo/hOmK3pdZdtQ/s1600-h/S6006307.JPG"></a>merda stai <a href="http://bp0.blogger.com/_fZIrysazrTw/SE-Z4EMXXiI/AAAAAAAAAJw/WhilQW3nwiQ/s1600-h/Svincolo.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210552482368282146" style="FLOAT: left; MARGIN: 5px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_fZIrysazrTw/SE-Z4EMXXiI/AAAAAAAAAJw/WhilQW3nwiQ/s200/Svincolo.jpg" border="0" /></a>sguazzando. </div><div align="left">Sentire. Sentire il calore del fuoco e la puzza di bruciato, che fà accapponare la pelle e girare la testa. Sentire il fetore di merda dei depuratori di Licola che ogni tanto viene a casa tua a farti visita, senza bussare mai alla porta. </div><div align="left">Sentire... sentire tutte quelle luride, maledette, fottute ed inutili chiacchere alla Tv, tutte quelle stronzate sparate una dopo l'altra, mentre qui non cambia mai un beneamato cazzo.</div><div align="left">Quarto mondo, dove le cose sembra funzionino al rovescio. </div><div align="left">Il buco del culo dell'Europa, dove finisce tutta la merda prodotta dal resto dei paesi. Una fogna, dove tu, non essere umano, ma bensì pezzo di stronzo, puoi cercare di fuggire o meno. </div><div align="left">Restare o scappare. Scelta di vita o di morte. </div><div align="left">Se non ci vivi non sai cosa vuol dire veramente. </div><div align="left">Quarto mondo. Terra di confine. Terra di nessuno...</div>lorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-2469816469931463671.post-20625510992779381902008-05-25T23:36:00.016+02:002008-06-01T16:59:20.191+02:002008-06-01T16:59:20.191+02:00Rifiuto umano<div align="left"><strong>Cielo cupo, nuvoloso.</strong> Passo dopo passo, metro dopo metro, rifiuto su rifiuto. Uno dei soliti giorni, uno dei tanti. Corso Umberto. I cumuli di 'munnezza giacevano sulla strada, mentre la gente continuava a passeggiare come se nulla fosse. <a href="http://bp3.blogger.com/_fZIrysazrTw/SEK3najGpcI/AAAAAAAAAJY/C8E2U7RTeHE/s1600-h/Rifiuto+umano.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206926006963054018" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_fZIrysazrTw/SEK3najGpcI/AAAAAAAAAJY/C8E2U7RTeHE/s200/Rifiuto+umano.jpg" border="0" /></a></div><div align="left">Ogni tanto sentivo anche l'accento di qualche turista che mi camminava vicino. La domanda che mi pongo sempre quando vedo turisti è: <em>"ma cosa diamine ci verranno a visitare qui?"</em> Domanda alla quale non trovo risposta, se non che vengano apposta per avventurarsi in una città dove l'unica cosa che puoi fare è una breve vacanza. Ma viverci... no, quello no. Viverci è un'altra cosa.<br />Corso Umberto è sempre un cesso a cielo aperto, c'è poco da fare. Cinesi, africani, venditori ambulanti sistemati ovunque, spazzatura e puzza di marcio. Il benvenuto a chi scende dalla stazione principale di Piazza Garibaldi. Le migliaia di traverse accolgono nelle loro viscere centinaia di negozi, per la maggior parte cinesi, nascondendo sotto l'ombra dei palazzi di tutto e di più. Sul rettifilo ci trovi ciò che non riesci a trovare in quasi tutto il resto dellà città.<br />Ebbene, quel giorno mi sentivo ancora più strano. Una sensazione come al solito di rabbia mista a schifo, ma forse con qualcosa in più. Avevo da poco finito di pranzare. Una pizza, forse l'unica cosa buona che resta di questo posto. Nel percorrere Corso Umberto, lo scenario che si proponeva ai miei occhi era una trincea di spazzatura. Tutta rovesciata sulla strada, tutta lì, ad appestare l'aria ed i polmoni. Forse sparsa da chi ovviamente ne ha i coglioni pieni.<br />Ogni giorno passo accanto a cumuli di rifiuti, ma quella volta mi sentivo stranamente ancora di più una sorta di rifiuto umano.<br />Ti toglie la dignità. O almeno, cerca di togliertela.<br />Vedi la tua città in TV, trasmessa da chi non sà neanche cosa significhi camminare tra l'immondizia, sentirne tutti i giorni la puzza. E pensi a chi riesce dall'alto del suo potere a fottere ancora tutto e tutti. Politica, Camorra, e purtroppo spesso anche Polizia. Un agglomerato di assassini che sono riusciti a farti perdere la voglia di goderti una marea di cose. E ad altri anche la vita. Strano pensare come nel 2008, era dei Computer e di tecnologia, non si riesca a risolvere uno degli infiniti problemi di questo lurido pianeta. Ma si sà, il problema non stà nel non poterlo risolvere. Il problema stà nel non volerlo risolvere. </div><div align="left"><strong>Impotenza!</strong> Senti l'impotenza scorrerre dentro le vene. Guardi come tutto và avanti e non cambi mai una sola fottutissima cosa, nonostante gli sforzi. Ti palpita la testa, ti senti di scoppiare. Manderesti tanti di quegli urli da far crollare anche quel maledetto Vesuvio che fà da sfondo a questa miseria, a questa fogna che continuano a chiamare città, che continuano a chiamare Napoli.</div><div align="left">Ti senti uno straccio. Ti chiedi come cazzo si possa arrivare a questo al giorno d'oggi, a come possa tirare tutto avanti nonostante non funzioni una benemerita mazza che vada a tuo favore. Quel giorno vedevo il tutto come se fossi più che mai uno spettatore dietro le quinte, una sorta di uomo invisibile. Come se tutto fosse solo un incubo. Non fai dunque altro che ripeterti di svegliarti, ma non ti svegli. </div><div align="left">Perchè sai che non è un incubo. Non lo è, e non lo sarà mai. E' peggio. E' la realtà.</div>lorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-2469816469931463671.post-51342218200962353042008-05-14T16:04:00.009+02:002008-06-20T01:02:51.186+02:002008-06-20T01:02:51.186+02:00Asse Mediano<div align="left"><strong>Lago Patria, frazione di Giugliano (NA).<br /></strong>Provenendo da Ovest, è qui che ha inizio l'Asse mediano (la ex-SS162) della provincia di Napoli, un enorme serpentone di cemento armato che attraversa i comuni di Giugliano, Qualiano, S.Antimo, Melito, Casandrino, Grumo Nevano, Frattamaggiore, Cardito, Afragola ed infine Acerra. <a href="http://bp1.blogger.com/_fZIrysazrTw/SCtz5LZERWI/AAAAAAAAAHw/vwwdPSJBb2k/s1600-h/Asse+Mediano.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200377620877034850" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_fZIrysazrTw/SCtz5LZERWI/AAAAAAAAAHw/vwwdPSJBb2k/s200/Asse+Mediano.jpg" border="0" /></a><br />Tante città, un solo stramaledetto volto.<br />Partendo da Lago Patria questa strada dice già tutto di sè.<br />La presentazione non si fà attendere troppo. Gli alti canneti e le grandi distese di terre circondate da rifiuti di ogni tipo sono le prime cose che assalgono la vista, il primo biglietto da visita. Basta percorrere qualche centinaio di metri in più per osservare poi i lunghi e decadenti viadotti che ospitano sotto la loro ombra decine di prostitute che aspettano qualche cliente per racimolare quel minimo che serva per campare in questo cesso di posto. I tanti Hotel presenti in zona sembrano essere stati eretti apposta per loro, per permettergli di trascorrere quei minuti di sesso in una stanza a quattro stelle piuttosto che in una delle tante vie abbandonate, col rischio di subire una rapina nel bel mezzo dell'attività. Non più Hotel turistici, ma Hotel del sesso a pagamento.<br />Spesso in questa zona al naso arriva la puzza di merda dei depuratori di Licola, che appesta l'aria del Giuglianese e dei dintorni. Un fetore da far rabbrividire i sensi.<br />Proseguendo lo scenario muta leggermente, e dopo essere passati accanto all' "<em>Auchan"</em> di Giugliano, la strada arriva a costeggiare il centro della città, per poi passare nelle periferie degli altri comuni. Gli enormi palazzoni eretti senza un piano regolatore nel periodo del pieno boom edilizio fanno da sfondo a questo tratto dell'asse, insieme ai tanti edifici appartenenti a varie case produttrici. Continuando ancora, la strada termina poi ad Acerra, dopo aver superato di poco l'enorme centro commerciale <em>"Le porte di Napoli"</em> di Afragola.<br />Sull'asse mediano ci sarò passato un mucchio di volte, ma ogni volta sembra essere sempre peggio.<br />Di notte le uniche luci presenti sono quelle delle auto, e le distrutte indicazioni presenti sono ancora più difficili da leggere. Facile sbagliare uscita e ritrovarsi chissà dove.<br />Le piazzole di sosta si contano sul palmo delle mani. Fermarsi è l'ultima cosa che in molti farebbero, anche se la testa stesse per scoppiare da un momento all'altro.<br />Questo mostro di asfalto svolge una funzione importante, collegando i tanti comuni dell'area Nord di Napoli. Ma il totale abbandono e il conseguente degrado hanno fatto sì che divenisse una lurida fogna a cielo aperto dove si ha la sensazione di sguazzare come topi in trappola.<br />Insieme alla tangenziale ed alla SS7quater, sembra essere una delle tante strade verso il nulla.<a href="http://bp1.blogger.com/_fZIrysazrTw/SCtzmLZERVI/AAAAAAAAAHo/OzuK-qVInGQ/s1600-h/Lago+Patria.jpg"></a><br />Percorrerle mette addosso una strana sensazione. </div><div align="left"><div align="left">Sono i mostri di asfalto, le nuove armi di sfondamento di massa.</div><div align="left">Entrano nelle città, trafiggono confini, accolgono migliaia di veicoli al giorno, permettono scambi veloci e giri di affari immensi. Se chiudessero, il Sistema andrebbe in tilt. </div><div align="left">Ciò che però resta non è altro che il vomito del vomito rigurgitato un'infinità di volte, che fà salire il sangue agli occhi ed alla testa.</div><div align="left">Il degrado non fà che da contorno a questo silenzioso giro continuo.</div><div align="left">Tutto si ripete ogni giorno, costantemente ed inevitabilmente. Nient'altro che il solito, misero, monotono, quotidiano circolo chiuso...</div></div>lorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-2469816469931463671.post-17961967887789903072008-05-04T14:30:00.006+02:002008-05-04T19:51:02.041+02:002008-05-04T19:51:02.041+02:00Parchi divertimenti<div align="left"><a href="http://bp1.blogger.com/_fZIrysazrTw/SB3aBR_dsnI/AAAAAAAAAHQ/hfOGGJjJS-Y/s1600-h/Magic+World.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196549260599734898" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_fZIrysazrTw/SB3aBR_dsnI/AAAAAAAAAHQ/hfOGGJjJS-Y/s200/Magic+World.jpg" border="0" /></a><em>Non ricordo quanti anni avevo la prima ed unica volta che andai a <strong>Ditellandia</strong>, il parco divertimenti vicino Mondragone (CE).</em><br />Ricordo solo che ero bambino.<br />Un'area di 250.000 mq, un grande agglomerato di giostre, gabbie e piscine sorto vicino ad una delle costiere più luride di tutto il pianeta. La costiera di Pineta Mare.<br />In età infantile a certe cose non fai caso, nella maniera più assoluta. Ti passano sotto gli occhi, sfiorano la tua vista ma non arrivano ai tuoi pensieri. Così, tutto lo schifo che vi è attorno a quel posto era come se non ci fosse. Eppure, riesci a ricordarlo benissimo. La strada assolata costeggiata da alti canneti e da rifiuti di ogni tipo, la puzza degli allevamenti di bufala vicini, il fetore di qualche incendio appiccato a non si sà cosa. Tutto nella memoria. Tutto lì, in una terra abbandonata ormai anche dai morti. Le poche giostre presenti erano ormai ferraglia arrugginita, tutto puzzava di vecchio. Neanche i Luna Park ambulanti sembravano essere messi tanto male. Ditellandia comprende anche uno Zoo, dove l'unica colpa degli animali rinchiusi nelle gabbie è quella di essere venuti al mondo. Rammento bene un orso spellacchiato, tenuto in una gabbia così stretta che neanche poteva muoversi. Gironzolava sul cemento sporco della sua stessa merda, essiccata da ore al sole. Una parte di me voleva continuare a scoprire, un'altra voleva solo andare via.<br />D'estate il posto si riempe di gente che affolla le piscine, così come accade all'acqua park di Giugliano (NA), il "<strong>Magic World</strong>". Quest'ultimo si trova nel quartiere di Licola, zona dove ho anche abitato per qualche mese.<br />Proprio l'anno scorso vi fu un omicidio fuori l'ingresso del parco, una regolazione di conti tra clan. Il 10 Agosto 2007, Nunzio Cangiano fu ucciso da un paio di killer che correvano su di una moto, in pieno giorno.<br />Il parco venne eretto nel 1998. Ben 150.000 mq di attrazioni. Attrazioni che però, col tempo, sono divenute sempre di meno. Piano piano, anno dopo anno, molte di queste sono state chiuse. Così come è accaduto all'<strong>Edenlandia</strong>, il parco divertimenti di Napoli, sito nel quartiere di Fuorigrotta. Nel mio ricordo infantile l'Edenlandia era un posto fantastico. Adesso, sembra essere soltanto l'emblema del degrado e dell'abbandono. Puzza, puzza tutto di marcio. Le poche giostre rimanenti danno l'impressione di potere cadere in testa da un momento all'altro. Tutto è allo sfascio. Ma il problema non sono purtroppo i parchi in sè. Questi posti, creati non con la speranza di dare un pò di vita ad una terra persa, ma con lo scopo di ingrassare le tasche, altro non sono che un simbolo del degrado di queste terre. Uno dei tanti, infiniti loghi che fanno da portavoce a questo sfacelo.<br />Eppure continuano a rimanere aperti, ad ospitare continuamente folle di persone.<br />Non un solo misero lavoro di restauro, di mantenimento.<br />Solo il continuo passare del tempo, che continua a consumare quel poco che rimane...</div>lorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-2469816469931463671.post-47559176830602113742008-04-20T14:44:00.011+02:002008-04-22T14:36:18.981+02:002008-04-22T14:36:18.981+02:00Afa<a title="Via campana, Quarto (NA) di mr.hyde89, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/23847463@N07/2427350607/"><img height="203" alt="Via campana, Quarto (NA)" hspace="5" src="http://farm4.static.flickr.com/3247/2427350607_987c20aef9_o.jpg" width="270" align="left" vspace="5" /></a> <div align="left"><strong><a title="Afa di mr.hyde89, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/23847463@N07/2428143644/"></a>A Quarto mondo comincia a fare caldo.</strong><br />La primavera sembra avere già lasciato il posto all'estate, con la sua calura asfissiante e insopportabile. Il clima muta, fà un giro continuo, così come le sensazioni che ti arrivano addosso. </div><div align="left">D'inverno questi posti sembrano un letamaio come sempre, ma è soprattutto d'estate che danno il meglio di sè.<br />Sulla costiera cominciano a vedersi magari i primi patiti della tintarella, la gente fa jogging ed il Vesuvio fà da sfondo a magliette a mezza manica e gelati. I turisti cominciano a ritornare, hanno voglia di espolorare la famigerata città di Pulcinella, vogliono vedere con i propri occhi se tutto ciò che si dice di Napoli è vero. Le strade sono affollate, si vedono le macchine fotografiche che incamerano foto su foto, i carretti ambulanti vendono bibite a prezzi folli ed i monumenti imbrattati riacquistano un pò di importanza.<br />Nell'hinterland no. In queste zone la tintarella la prendi camminando per strade desolate, incorniciate da sacchetti di spazzatura, pneumatici ed arredi come divani e mobili gettati lungo le strade. Il sole picchia, batte forte sulle poche teste presenti nelle tante vie solitarie e degradate. Le ore di pranzo sono quelle in cui la sensazione di essere completamente soli è più forte. Per strada ci sei solo tu, tu e quella fottuta afa che non fà altro che stordirti e mostrarti al meglio in che cesso a cielo aperto vivi. Il caldo inoltre mette in risalto il fetore della spazzatura che sale indisturbato fino al tuo naso. Mi guardo intorno, penso ogni volta in quale schifo di posto abito, mi sento solo. Viene la voglia di urlare, di prendere a calci in culo tutto e tutti, di distruggere e distruggersi fino allo stremo delle forze, consapevole che tutto ciò servirà a nulla. Nulla e nient'altro. Ti senti prigioniero di un posto dalla quale non puoi fuggire, una prigione di quattro mura che ha il nome di casa. Una prigione dove l'unico reato che devi scontare sembra quella di essere nato. Il sole continua a picchiare, a volte impedisce anche di pensare. Forse è meglio così. Non pensare è il non-segreto. Cominciare a farsi le pippe mentali significa fare la fine del sottoscritto. Il problema però è proprio questo. Quando attraverso questi posti non riesco a non pensare a ciò che si cela dietro, così come quando guardo un sacchetto di immondizia non riesco a non pensare a tutta la storia di quella busta di plastica gettata a terra. E l'estate non fà altro che far lievitare quello schifo che ti porti dentro. </div><div align="left">Brucia, brucia tutto.</div><div align="left">Brucia fuori, brucia dentro... </div>lorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-2469816469931463671.post-41451378412750509692008-04-14T20:54:00.010+02:002008-04-18T23:35:03.054+02:002008-04-18T23:35:03.054+02:00Centri commerciali<div align="left"><strong>E' assurdo che per realizzare una qualsiasi infrastruttura da queste parti ci <a title="Quarto Nuovo (NA) di mr.hyde89, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/23847463@N07/2423296559/"><img height="165" alt="Quarto Nuovo (NA)" hspace="5" src="http://farm3.static.flickr.com/2117/2423296559_8c58a2220f_o.jpg" width="260" align="right" vspace="5" /></a>mettano anni ed anni quando tutto va bene, mentre per ereggere un centro commerciale ci impieghino soltanto pochi mesi.</strong><br />Il profitto non può attendere, i bisogni e i diritti della gente si.<br />Uno di questi colossi di cemento armato lo posso vedere tutti i giorni dalla mia abitazione.<br />Quasi cento negozi, quasi 10.000 posti auto. Grosso, ma neanche più di tanto. Ce ne sono di più grandi in circolazione in queste terre di nessuno.<br />Vengono edificati dove prima vi era il nulla. Un nulla fatto di terreno e sterpaglie circondato spesso da enormi palazzoni o strade totalmente solitarie. Poi, all'improvviso, cominciano ad innalzarsi i pilastri e tutto il resto, come se la terra stesse vomitando fuori un maledetto vulcano. Vulcani che però non eruttano lava e ceneri, ma soldi. Soldi che finiranno nelle tasche di chi ha tutto ciò che di materiale potrebbe essere desiderato. Soldi, soldi e nient'altro. Ne costruiscono a centinaia, a migliaia. Sembra che li edifichino per nascondere i problemi e dare alla gente una sensazione diversa di questi luridi posti, come se alla fine non fossero poi così abbandonati a sè stessi. Il centro <em>I pini</em> ed il <em>Carrefour </em>a Casoria (NA), il <em>Vulcano Buono</em> a Nola (NA), il centro <em>Campania</em> a Marcianise (CE), gli <em>Auchan</em> a Giugliano ed a Mugnano (NA), <em>Le porte di Napoli</em> ad Afragola (NA), le <em>Campane</em> a Pozzuoli (NA), il <em>Quarto Nuovo</em> a Quarto (NA).<br />Sono soltanto alcuni dei colossi che sono stati inaugurati in questi fottuti anni di sperpero.<br />Ci vai quando non hai una benemerita mazza da fare. L'obbiettivo in fondo è quello. Fuori niente, dentro tutto. Negozi, Bar, punti di ristoro, piazzette con maxi-schermi per vedere anche le partite, il cinema e quant'altro. Tutto studiato per indurre le mani ad allungare i portafogli.<br />Per raggiungere questi molossi però, bisogna passare nelle sconfinate periferie a Nord di Napoli ed a Sud di Caserta. Terre dove <em>l'autostrada del sole</em>, la <strong>A1</strong>, e la tangenziale, sembrano attraversare un inferno infuocato. E non sò perchè, ma questa sensazione vige anche in inverno, quando fà freddo.<br />Negli ultimi anni sono forse nati più centri commerciali in Campania che bambini in Africa.<br />La cosa bella è che funzionano, altrimenti non li costruirebbero. Fruttano danaro e a nessuno rompono le palle. Adesso anche nella zona dove risiedo potrò dire di avere un centro commerciale vicino casa. Quando prima dichiaravo la mia località di residenza, nessuno capiva mai in che fottuto posto abitassi. Adesso invece sono in molti a conoscerla, per via di un nuovo, ennesimo agglomerato di cemento armato.<br />Se dunque prima questo era soltanto un buco del cesso sconosciuto, l'unica differenza è che adesso, con la costruzione di questo nuovo mostro, è soltanto un buco del cesso conosciuto... </div>lorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-2469816469931463671.post-62867486192117400462008-04-08T01:00:00.007+02:002008-04-08T02:19:34.887+02:002008-04-08T02:19:34.887+02:00Solo un numero<div align="left"><a title="Naples Blog di mr.hyde89, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/23847463@N07/2397469922/"><img height="160" alt="Naples Blog" hspace="5" src="http://farm3.static.flickr.com/2296/2397469922_9b1e75bc74_o.jpg" width="250" align="left" /></a><strong>Un ennesimo spazio sulla rete dedicato alla megalopoli più invivibile del Sud Italia stà prendendo forma.<br /></strong>Questo Blog non l'ho aperto con l'intenzione di riportare soltanto fatti di cronaca o cose che avvengono da queste parti, ma piuttosto per vomitare giù quella sorta di malessere che porto in incubazione da non sò quanto tempo. Pensieri, sfoghi, tutto ciò che gira nella testa dopo avere percepito l'esterno con quelli che sono i cinque sensi.<br />Il silenzio è rilassante, piacevole, a volte si spera che non finisca mai.<br />Il problema è che qui di silenzio ve n'è troppo. Tutto gira attorno ad uno stramaledetto caos, ma su questo caos prevale il silenzio. E' per così dire, un caos silenzioso.<br />Molte cose esistono, si vedono, si sentono, ma è come se non esistessero. Si fà finta di nulla, si tira avanti e si campa sperando nella cosiddetta <em>"ciorta".</em> La vita è come se fosse in mano a qualcuno o qualcosa, mentre noi saremmo soltanto dei burattini legati a dei sottili fili che rischiano ogni giorno di spezzarsi. Tanti burattini, un'infinità di fantocci che altro non sono se non numeri da contare. Numeri. Cosa sono io, se non un numero come tutti in questa fanatica società che basa la propria ideologia sul danaro? I soldi rendono la gente numeri. Io sono quello che paga, consuma, colui che porta soldi. Sono uno di quei poveri fessi che abita in un marcio vomitevole e che fà girare questa società. Sono uno di quelli che campano alla giornata in queste terre di nessuno. Nessuno, ecco cosa sono. Ma su questo prevale il silenzio. Siamo numeri silenziosi.<br />Per questo motivo ho cercato di voler alleggerire il fegato per evitare che scoppiasse. Un banale spazio sulla rete non è certo la soluzione dei mali di questi posti, ma perlomeno può mettere alla luce ciò che pensi, in maniera tale che qualcuno possa accorgersi di ciò che vuoi comunicare, ammesso che sia chiaro.<br />Non sono cresciuto in strada con la gente, ma tra la gente. Una strada fatta in un certo senso anche da me stesso. Una strada che spesso mi porta a chiudermi, lasciando che le urla si consumino o si continuino ad alimentare all'interno del corpo.<br />Prima adoravo Napoli. Col tempo ho imparato anche ad odiarla.<br />Questo è soltanto l'ennesimo esempio di questa sorta di rancore che porto appresso.<br />Rancore verso questo posto che non và, verso tutti questi fottutissimi problemi che continuano a scivolare sulle teste delle persone assopite, verso coloro che hanno ridotto la terra in cui sono nato in un cesso a cielo aperto. <strong>Rancore!</strong><br />Il rancore di un numero, uno dei tanti.<br />Quarto mondo ha trovato uno spazio virtuale dove crescere. Una voce incazzata lo narra, cerca di trasmetterlo a qualcuno, augurandosi che quel silenzio, cominci in parte a sentirsi... </div>lorushttp://www.blogger.com/profile/07007383823253965437noreply@blogger.com