Un ennesimo spazio sulla rete dedicato alla megalopoli più invivibile del Sud Italia stà prendendo forma.Questo Blog non l'ho aperto con l'intenzione di riportare soltanto fatti di cronaca o cose che avvengono da queste parti, ma piuttosto per vomitare giù quella sorta di malessere che porto in incubazione da non sò quanto tempo. Pensieri, sfoghi, tutto ciò che gira nella testa dopo avere percepito l'esterno con quelli che sono i cinque sensi.
Il silenzio è rilassante, piacevole, a volte si spera che non finisca mai.
Il problema è che qui di silenzio ve n'è troppo. Tutto gira attorno ad uno stramaledetto caos, ma su questo caos prevale il silenzio. E' per così dire, un caos silenzioso.
Molte cose esistono, si vedono, si sentono, ma è come se non esistessero. Si fà finta di nulla, si tira avanti e si campa sperando nella cosiddetta "ciorta". La vita è come se fosse in mano a qualcuno o qualcosa, mentre noi saremmo soltanto dei burattini legati a dei sottili fili che rischiano ogni giorno di spezzarsi. Tanti burattini, un'infinità di fantocci che altro non sono se non numeri da contare. Numeri. Cosa sono io, se non un numero come tutti in questa fanatica società che basa la propria ideologia sul danaro? I soldi rendono la gente numeri. Io sono quello che paga, consuma, colui che porta soldi. Sono uno di quei poveri fessi che abita in un marcio vomitevole e che fà girare questa società. Sono uno di quelli che campano alla giornata in queste terre di nessuno. Nessuno, ecco cosa sono. Ma su questo prevale il silenzio. Siamo numeri silenziosi.
Per questo motivo ho cercato di voler alleggerire il fegato per evitare che scoppiasse. Un banale spazio sulla rete non è certo la soluzione dei mali di questi posti, ma perlomeno può mettere alla luce ciò che pensi, in maniera tale che qualcuno possa accorgersi di ciò che vuoi comunicare, ammesso che sia chiaro.
Non sono cresciuto in strada con la gente, ma tra la gente. Una strada fatta in un certo senso anche da me stesso. Una strada che spesso mi porta a chiudermi, lasciando che le urla si consumino o si continuino ad alimentare all'interno del corpo.
Prima adoravo Napoli. Col tempo ho imparato anche ad odiarla.
Questo è soltanto l'ennesimo esempio di questa sorta di rancore che porto appresso.
Rancore verso questo posto che non và, verso tutti questi fottutissimi problemi che continuano a scivolare sulle teste delle persone assopite, verso coloro che hanno ridotto la terra in cui sono nato in un cesso a cielo aperto. Rancore!
Il rancore di un numero, uno dei tanti.
Quarto mondo ha trovato uno spazio virtuale dove crescere. Una voce incazzata lo narra, cerca di trasmetterlo a qualcuno, augurandosi che quel silenzio, cominci in parte a sentirsi...







2 commenti:
complimenti davvero.. complimenti per i tuoi ideali, per ogni parola da te scritta su questo blog.. il Sud ha bisogno di gente così! il Sud può e deve migliorare, ma con il menefreghismo non si arriva da nessuna parte.. e mi riferisco a tutti! politici e cittadini, e anche a chi ci disprezza a causa dei pregiudizi, che a mio avviso è più arretrato rispetto a persone che si fanno in 4 per cercare di migliorare la propria città. la cosa più triste per me è proprio questa distinzione tra Nord e Sud.. l'Italia nei cuori degli Italiani è sempre stata un'utopia..
Grazie alessandra, grazie davvero.
A volte penso di scrivere solo per me stesso... adesso sò che almeno qualcuno ha letto ciò che voglio esprimere. Sembra davvero tutta un'utopia. Ci butti il sangue, fai di tutto per cercare di migliorare le cose, ma alla fine non cambia un accidente. Mano a mano vedi la tua città morire sempre di più, e tu assieme ad essa. Certe volte mi chiedo perfino da dove riesca a cacciare quella forza di tirare avanti...
Grazie ancora per il tuo commento, è una spronata in più per questo blog.
Spero di averti ancora come lettrice.
Ciao
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