Cielo cupo, nuvoloso.Passo dopo passo, metro dopo metro, rifiuto su rifiuto. Uno dei soliti giorni, uno dei tanti.
Corso Umberto. I cumuli di 'munnezza giacevano sulla strada, mentre la gente continuava a passeggiare come se nulla fosse. Ogni tanto sentivo anche l'accento di qualche turista che mi camminava vicino. La domanda che mi pongo sempre quando vedo turisti è: "ma cosa diamine ci verranno a visitare qui?" Domanda alla quale non trovo risposta, se non che vengano apposta per avventurarsi in una città dove l'unica cosa che puoi fare è una breve vacanza. Ma viverci... no, quello no. Viverci è un'altra cosa.
Corso Umberto è sempre un cesso a cielo aperto, c'è poco da fare. Cinesi, africani, venditori ambulanti sistemati ovunque, spazzatura e puzza di marcio. Il benvenuto a chi scende dalla stazione principale di Piazza Garibaldi. Le migliaia di traverse accolgono nelle loro viscere centinaia di negozi, per la maggior parte cinesi, nascondendo sotto l'ombra dei palazzi di tutto e di più. Sul rettifilo ci trovi ciò che non riesci a trovare in quasi tutto il resto dellà città.
Ebbene, quel giorno mi sentivo ancora più strano. Una sensazione come al solito di rabbia mista a schifo, ma forse con qualcosa in più. Avevo da poco finito di pranzare. Una pizza, forse l'unica cosa buona che resta di questo posto. Nel percorrere Corso Umberto, lo scenario che si proponeva ai miei occhi era una trincea di spazzatura. Tutta rovesciata sulla strada, tutta lì, ad appestare l'aria ed i polmoni. Forse sparsa da chi ovviamente ne ha i coglioni pieni.
Ogni giorno passo accanto a cumuli di rifiuti, ma quella volta mi sentivo stranamente ancora di più una sorta di rifiuto umano.
Ti toglie la dignità. O almeno, cerca di togliertela.
Vedi la tua città in TV, trasmessa da chi non sà neanche cosa significhi camminare tra l'immondizia, sentirne tutti i giorni la puzza. E pensi a chi riesce dall'alto del suo potere a fottere ancora tutto e tutti. Politica, Camorra, Polizia. Un agglomerato di bastardi che sono riusciti a farti perdere la voglia di goderti una marea di cose. E ad altri anche la vita.













