Una sfida. A Quarto mondo una minima presa di confidenza può equivalere ad una sfida.
Una sfida che ti può costare caro, molto caro. A volte un prezzo come la vita.
Una sfida che ti può costare caro, molto caro. A volte un prezzo come la vita. Eppure in quel momento tu sei lì, non stai facendo nulla di che, non ti accorgi neanche che coloro che avevi guardato per un momento, adesso stanno venendo verso di te in tutta fretta.
E quando si avvicinano è tardi, troppo tardi. Puoi cercare di apparare la situazione, ma non andare via a gambe levate. Quello proprio no. Tanto non scappi. Tu sei a piedi, loro hanno mezzi come motorini ed auto. E ti prendono. Ed anche se riesci a scappare, rischi di ritrovarteli chissà quando davanti. Eppure tu niente avevi fatto. Ma proprio niente. Avevi solo usato gli occhi per guardarti intorno, così, senza manco farci caso.
Così, esci da un Cinema, ti dai un'occhiata intorno, e dopo manco un minuto ti ritrovi a due tizi su un motorino che ti fanno: "Oh, ma stai guardanno?"
In quel momento cosa rispondi se non: "Io? No."
Meglio non farsi uscire un "Si" dalla bocca. A quest'ora potresti non essere qui a battere le dita sulla tastiera.
In certi casi basta dire un no. In altri manco quello.
Febbraio 2004. Ricordo bene la notizia. Ci rimasi una merda.
Uno sguardo di troppo ad un paio di ragazze, ed et-voilà, ti ritrovi con chissà quante fottutissime coltellate in corpo.
Francesco Estatico ha lasciato così questo mondo crudele, questo Quarto mondo.
Aveva solo guardato, nient'altro. E magari preso un minimo di confidenza con una ragazza che lo aveva notato e che lo aveva avvicinato. Niente di più.
Una presa di confidenza e ti ritrovi con i buchi in corpo. E non sperare nella maniera più assoluta che qualcuno ti dia una mano. No, al massimo sono gli altri che adesso stanno a guardare. La puzza di morte nell'aria impedisce che le bocche si aprano. La paura cuce le labbra, ferma le dita, paralizza gli arti e tutto il corpo. Così, mentre i buchi cominciano a cacciare quel maledetto e denso sangue, gli sguardi intorno rimangono pietrificati, perchè se fai qualcosa sei colpevole, ci sei di mezzo anche tu. E i buchi in corpo nulla ci mettono ad arrivare.
Non importa se sei in un quartiere di periferia o se sei in pieno centro. Francesco i buchi li prese davanti al mare, a Mergellina, rinomata zona turistica con il Vesuvio che fà da sfondo.
Coltelli. Le chiamano armi bianche. Le armi bianche che si tingono di rosso sangue.
Le pistole non vanno bene. Quelle fanno troppo casino, e poi forse non ci trovano manco sfizio.
I coltelli invece, quelli si. Silenziosi e letali, e non puoi manco dire che in una rissa è stato quel tizio a cacciare fuori l'arma.
Ed il più delle volte ci stanno di mezzo le ragazze. Quasi sempre.
Ottobre 2006. Pozzuoli (NA). Le coltellate stavolta se le becca Daniele del Core, che cerca in maniera disperata di difendere l'amico. Una ragazza il motivo, come al solito.
Una relazione tra l'amico di Daniele ed il suo assassino. Pochi attimi, e ti ritrovi con i coltelli puntati addosso. Ed in quel momento cosa fai? Scappi a gambe levate e lasci un amico così, oppure ti butti in mezzo con la speranza remota di poter bloccare la faida?
In quei momenti non capisci un cazzo. Hai una fottuta paura. Eppure una scelta la prendi sempre, anche se non scegli. Stare lì a guardare il tuo amico farsi ammazzare è pur sempre una scelta. Ma Daniele scelse la seconda ipotesi. E le coltellate se le beccò anche lui. I buchi, i tanti buchi che ti fanno assomigliare al famoso formaggio svizzero, posero fine alla sua vita.
Quarto mondo. Qui più che mai chi si fà i cazzi suoi campa 100 anni. Ma forse manco quelli. A volte ti ritrovi al momento sbagliato nel posto sbagliato, e nonostante ti stessi facendo i cosiddetti cazzi tuoi la pelle ce la lasci lo stesso. Ed anche se fosse realmente così, c'è da immaginarsi quali 100 anni di merda siano.
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